PMI e digitalizzazione: a che punto è la tua azienda?

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PMI italiane

Quello della digitalizzazione delle PMI è sempre stato un tasto dolente per l’Italia. La digital transformation ha stravolto pratiche e abitudini consolidate, e molte piccole-medie imprese italiane ancora stentano a stare al passo coi tempi.

Digitalizzare non è un processo immediato né automatico. Non basta adottare tecnologie innovative, bisogna anche (e soprattutto) saperle utilizzare e inserirle nel contesto aziendale in modo coerente e consapevole. E per questo serve tempo. Tempo per innovare e tempo per formarsi in modo adeguato.

Ma a che punto siamo esattamente in Italia?

Quanto sono digitalmente mature le PMI nel 2019?

E dove si colloca la tua azienda?

 

Il livello di digitalizzazione delle PMI italiane

Per avere un quadro realistico della situazione è utile partire dai dati. Uno studio di GoDaddy ha analizzato circa 4.000 PMI italiane, mappandone la maturità digitale attraverso 120 parametri. La prima cosa che colpisce è che solo il 33% delle PMI italiane ha un sito web, e solo il 57% possiede o un sito o una pagina Facebook. Già da qui si intuisce che ci sia ampio margine di miglioramento, ma entriamo più nel dettaglio.

 

Settori

Il settore Alloggi e Ristorazione è in cima alla classifica del grado di digitalizzazione. Seguono Mobili, Assistenza, Istruzione e Vigilanza e Dettaglio. In coda Trasporto e Magazzinaggio.

In generale, il livello di digitalizzazione cresce di pari passo con il fatturato. Il che significa che le aziende con il fatturato più alto sono anche quelle più mature dal punto di vista digitale. Unica eccezione il settore Costruzioni, che registra invece una decrescita del Digital Index all’aumentare del fatturato.

 

Area geografica

Le imprese del Nord-Ovest presentano un grado di digitalizzazione inferiore rispetto al resto della penisola. Liguria, Piemonte e Abruzzo sono le regioni meno mature, mentre Marche, Sardegna e Lazio risultano più digitalizzate.

Andando a esaminare le province, invece, quelle più avanzate si trovano nel Centro Italia, nello specifico si tratta di Imperia, Forlì-Cesena e Rimini. Le tre peggiori sono Rovigo, Cremona e Novara.

area geografica

Fonte: PMI Digital Index – GoDaddy

 

Highlights: i dati più significativi

Quali sono, dunque, i principali punti deboli delle PMI italiane? Dall’analisi in questione emerge che in molte realtà mancano ancora dei pilastri fondamentali per garantire alle aziende una presenza online efficace. Ecco alcuni highlights su cui riflettere:

  • Solo il 9% delle PMI usa Google Ads, la nota piattaforma di advertising di Google. Se ti stai chiedendo perché e quando può essere utile alla tua azienda, trovi tutte le informazioni in questo articolo.
  • Il 32% delle PMI non aggiorna il proprio sito da più di un anno. Avere un sito aggiornato con contenuti freschi è importantissimo, sia per un fatto di reputazione del brand (perché navigare su un sito abbandonato non trasmette certo fiducia) sia per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca.
  • Il 37% delle PMI non ha un account Google My Business, uno strumento gratuito estremamente utile perché permette ai potenziali clienti di trovare in modo semplice e immediato le informazioni principali del tuo business. Ne abbiamo parlato anche in questo articolo: I vantaggi di Google My Business per le aziende
  • Il 44% delle PMI non aggancia il proprio sito a un servizio di Analytics. Il che significa che non si hanno dati a disposizione sui visitatori e sulle prestazioni del sito, che sono indispensabili per sapere come ci si sta muovendo e correggere eventuali errori.
  • Il 64% delle PMI non ha una pagina Facebook. Ma se il tuo pubblico si trova su Facebook è chiaro che stai perdendo delle occasioni.
  • Il 30% delle PMI non adatta il sito alla visualizzazione da mobile. Oggi la maggior parte delle ricerche viene effettuata da dispositivi mobili e, per un’azienda, non è pensabile avere un sito non ottimizzato per il mobile.

 

Ti riconosci in una di queste evidenze?
Allora è il momento di muoversi per colmare il gap digitale.

Come?
Prima di tutto facendoti i conti in tasca e decidendo una percentuale del fatturato da destinare al marketing digitale ogni anno. Fatto questo, dovrai selezionare il partner migliore con cui iniziare un percorso di digitalizzazione.

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