Come diventare un brand Top of Mind

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luglio 26, 2018
top of mind

Essere Top of Mind (TOM) significa far parte dei primi marchi che vengono in mente per un certo prodotto o settore. I TOM sono i brand, prodotti o servizi che i consumatori ricordano per primi, quelli a cui pensano immediatamente quando iniziano un processo di acquisto. Ma come si arriva in cima alla piramide della brand awareness?

 

Tutti vorremmo raggiungere la vetta, ma a riuscirci sono in pochi. Essere nei pensieri dei consumatori è sinonimo di autorevolezza, affidabilità e successo, che tradotto in altri termini significa clienti e fatturato.

Se stai pensando che diventare un TOM sia possibile solo per le grandi aziende o multinazionali, ti stai sbagliando. Anche una piccola o media azienda può essere un TOM all’interno della sua nicchia di mercato o del suo mercato locale di riferimento.

Quindi, se vuoi capire meglio cosa vuol dire essere Top of Mind e come diventarlo con la tua azienda, continua a leggere.

Le persone prendono ogni giorno decisioni di acquisto sulla base di criteri che non sempre sono razionali, tra cui, appunto, la notorietà del marchio. Se parliamo di smartphone la stragrande maggioranza di noi penserà subito ad Apple. In fatto di caffè il primo a venire in mente, almeno in Italia, è probabilmente Lavazza. Film? Netflix. Email client? Gmail. Bibite? Coca-Cola. E così via.

Tutti questi brand sono riusciti a guadagnarsi la fedeltà e l’attenzione del pubblico. E non è ovviamente un caso, si tratta di strategia. Per rientrare tra i Top Of Mind serve un pubblico targetizzato che riceva i messaggi di marketing con una frequenza elevata, ma esistono anche dei livelli intermedi.

 

La piramide della brand awareness

Misura il grado di riconoscimento del marchio nella mente del consumatore.

piramide brand awareness

 

  • Unaware of brand: il pubblico non riconosce la marca;
  • Brand recognition: le persone riconoscono il brand se supportate dalla visione del logo o del nome. Si parla anche di “aided awareness” o riconoscimento facilitato;
  • Brand recall: il brand viene riconosciuto autonomamente senza bisogno di aiuto (“unaided awareness”);
  • Top of mind: il pubblico riconosce il marchio istantaneamente, associandolo in modo spontaneo a una determinata categoria merceologica.

 

Ogni marchio ambisce a far parte della rosa dei Top Of Mind del proprio settore, soprattutto se produce beni che rientrano tra le cosiddette “commodities”. Ma per entrare nella “Top 5” dei consumatori non serve essere dei colossi come Netflix o Coca-Cola, anche le piccole e medie imprese si contendono l’attenzione e il cuore dei potenziali clienti. Vediamo allora come conquistarli e quali sono gli aspetti che caratterizzano i TOM.

 

Cosa serve per essere un brand Top of Mind?

 

Un marchio TOM deve:

 

Essere presente

Online e offline. Raramente i clienti acquistano prodotti di un marchio che hanno sentito per la prima volta. Serve una presenza regolare con contenuti di valore e un’ampia gamma di offerte.

 

Essere disponibile

Viviamo in un mondo iperconnesso in cui abbiamo a disposizione una marea di informazioni. I clienti si aspettano di interagire e di instaurare relazioni quasi personali con i brand, quindi bisogna migliorare i canali e le modalità di comunicazione per facilitarli al massimo.

 

Offrire valore

Educare e informare il pubblico dovrebbe essere un’attività quotidiana. Offri contenuti di qualità (guide, ebook, infografiche, ecc) per dare informazioni utili al tuo pubblico di riferimento, in questo modo acquisirai autorevolezza e credibilità.

 

Essere unico

Qual è la tua Unique Selling Proposition (USP)? Perché i clienti dovrebbero scegliere te e non un competitor qualsiasi?

 

Far parlare di sé

I brand TOM sono quelli che generanno buzz. Uno dei modi migliori per far parlare di sé è quello di realizzare campagne di forte impatto e riconoscibili (pensiamo ad esempio alle pubblicità della Coca-Cola): ogni volta che le persone pensano a un certo prodotto lo associano istintivamente a un brand Top Of Mind. E questo vale sia per i grossi brand internazionali che per i piccoli marchi di provincia.

 

 

Come diventare un Top Of Mind?

Bene, abbiamo capito cosa sono i Top Of Mind e da quali elementi si riconoscono, ma come si fa a diventare uno di loro? Come spesso accade, non esistono ricette preconfezionate per il successo.

Ogni azienda ha le sue peculiarità e ha bisogno di una strategia creata su misura per raggiungere i suoi obiettivi. Un approccio strategico è indispensabile per riuscire a ottenere i risultati desiderati. Senza è come navigare in mare aperto sprovvisti di bussola: sconsigliabile, pericoloso e potenzialmente catastrofico.

Quanto alla parte operativa, invece, esistono delle linee guida di riferimento che possono senza dubbio tornare utili.

 

Ecco alcuni strumenti e canali da utilizzare per raggiungere la vetta della piramide.

 

1. Brand Positioning

Prima di comunicare il tuo messaggio di marketing devi analizzare il mercato, i competitor e il cliente target. L’obiettivo non è produrre un semplice report, ma costruire un documento fondamentale chiamato Brand Positioning Statement. Questo documento sintetizza i benefici di un prodotto o servizio e indica gli elementi distintivi rispetto ai tuoi competitor.

Se il tuo Brand Positioning non è convincente potrebbero ridurre l’efficacia di tutte le azioni di marketing successive. Per questo ha un ruolo centrale nella tua strategia di branding.

 

2. Sito web

Oggi non è più possibile pensare di non avere un sito aziendale. Un brand TOM deve avere un sito che non sia solo bello, ma anche funzionale e facilmente navigabile. Il sito web è uno dei touchpoint principali per molti marchi, la prima cosa che il pubblico conosce dell’azienda. Ecco perché necessita di attenzione particolare.

Bisogna costruire un sito che rispecchi l’identità del brand, i suoi valori e la sua filosofia. Ma che sia anche informativo e utile per risolvere con immediatezza i problemi degli utenti. Insomma, si tratta di una questione complessa da non sottovalutare, e va affidata a un professionista.

 

3. Blog

Il blog è uno strumento molto utile e sempre più apprezzato dalle aziende. Pubblicare contenuti di valore con regolarità offre numerosi vantaggi: dal punto di vista della SEO, aiuta a migliorare il posizionamento del sito sui motori di ricerca, aumentando le probabilità di farsi trovare dal proprio pubblico di riferimento.

Inoltre, il blog contribuisce a stabilire autorevolezza in un settore specifico, a costruire relazioni di fiducia e ad acquisire nuovi contatti da trasformare in clienti.

 

4. Newsletter ed Email marketing

Acquisire nuovi contatti non è sufficiente. Quasi nessuno è pronto per acquistare durante la prima visita sul sito, ma potrebbe essere ben disposto a lasciare un indirizzo email per avere informazioni aggiuntive. L’email marketing è uno degli strumenti più efficaci per coltivare le relazioni con il proprio pubblico. Nonostante sia una pratica in uso da diverso tempo, inviare messaggi di posta elettronica è ancora uno dei modi migliori per trasformare un semplice contatto in un cliente fedele.

 

5. Social media

Per affermare la propria presenza online e interagire direttamente con il proprio target è fondamentale presidiare i social. Ma, anche qui, c’è bisogno di una strategia.

Il primo passo è scegliere le piattaforme più adatte al proprio business e creare un calendario editoriale che preveda pubblicazioni con frequenza regolare. I contenuti condivisi sui social hanno un potenziale enorme e vanno curati con attenzione.

Uno strumento particolarmente efficace sono i video: sono immediati, raggiungono un pubblico più vasto e hanno un tasso di condivisione maggiore.

 

6. Influencer marketing

Quella che sembrava una moda passeggera è diventata a tutti gli effetti una strategia di comunicazione che può portare risultati notevoli.

Gli influencer sono persone molto seguite dal loro pubblico (che non per forza deve essere gigantesco) e hanno la capacità di influenzare le decisioni di acquisto, generare passaparola strategico e aumentare la visibilità di un brand.

Sono un ibrido tra i testimonial e i consumatori e si trovano ovunque sul web: Facebook, Instagram, YouTube, Twitter, Snapchat. Quello dell’influencer marketing è un fenomeno destinato a crescere e, nella fase strategica, va tenuto in debita considerazione.

 

7. Advertising

I social media e, più in generale, il web, non sono gratuiti. O, meglio, se si vuole sfruttare al meglio il potenziale a disposizione bisogna mettere in conto un budget da destinare all’advertising online.

Da Google Ads alle inserzioni sulle varie piattaforme social le opzioni sono molteplici. Individua i luoghi virtuali più frequentati dal tuo target e focalizza l’attenzione su quelli con campagne mirate.

 

 

Sei pronto a scalare la piramide della brand awareness?

Non è detto che tu abbia bisogno di tutti gli strumenti che abbiamo visto, l’importante è trovare la combinazione giusta e un approccio comunicativo efficace. Se hai bisogno di aiuto per definire la tua strategia di marketing o per individuare le attività operative da mettere in campo, contattaci: scopri cosa possiamo fare per te.