4 modi per fidelizzare i Millennial

email marketing millennial
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Nei prossimi 30 secondi andrà in onda uno spot sui canali nazionali.
Uno spot di un brand molto noto, che pubblicizza un prodotto o servizio decantandone le qualità.
Uno spot realizzato in modo ineccepibile, emozionale e convincente al tempo stesso.
Uno spot TV tradizionale che però, sfortunatamente, verrà ignorato dal 62% dei millennial.

Perché? Perché le cose sono cambiate. I millennial frequentano luoghi ben diversi dalla televisione (social media in primis) e premiano i brand con cui possono instaurare rapporti diretti e personalizzati.

I millennial (23-38 anni), conosciuti anche come “generazione sempre connessa”, hanno un potere di spesa crescente e per molte aziende sono diventati il pubblico di riferimento principale. Ma se catturare la loro attenzione può essere relativamente semplice, guadagnarsi la fiducia e la fedeltà dei millennial non lo è affatto.

millennial e tecnologia

 

Come è cambiato il rapporto con i brand

Il rapporto di fedeltà a una marca dei millennial è molto diverso da quello delle generazioni precedenti. Hanno a disposizione strumenti tecnologici avanzati che permettono di fare acquisti in modo più consapevole: prima di comprare qualcosa cercano informazioni online (sul prodotto e sul brand), leggono recensioni, fanno confronti.

Se a questo aggiungiamo che il web sovraffollato, è chiaro che, per le aziende, è molto più difficile ottenere la tanto desiderata fedeltà. Non è un caso se circa il 40% dei principali retailer dichiara di avere un problema con la mancanza di fedeltà dei millennial.

Quelle della fedeltà e della fidelizzazione sono, per questa generazione, strade a doppio senso: in cambio vogliono esperienze personalizzate e rilevanti. La buona notizia è che, quando si ottiene, la brand loyalty dei Millennial è fortissima, e perderla è quasi impossibile.

Cosa significa tutto questo per le aziende?

Significa che, se vogliono relazioni a lungo termine con i millennial, devono fare uno sforzo in più. Ma con l’approccio, la strategia e gli strumenti giusti non è un’impresa impossibile.

brand loyalty

Ecco 5 cose da sapere per fidelizzare i millennial

1. La pubblicità tradizionale non funziona

I millennial sono stanchi della pubblicità classica. Non vogliono subire passivamente né essere bersaglio di messaggi invasivi e non richiesti. Per questo installano più AdBlocker di qualsiasi altra generazione: due terzi di essi dichiara di utilizzarli per avere una migliore esperienza di navigazione.

Bisogna cambiare approccio.

No alle comunicazioni intrusive che interrompono ciò che l’utente sta facendo; sì ai messaggi personali e personalizzati inviati con il mezzo giusto e al momento giusto.

Per questo è importante conoscere a fondo il pubblico a cui ci si rivolge e avere un CRM ben costruito, con tutte le informazioni rilevanti per progettare campagne efficaci.

Inoltre, è bene ricordare che uno degli strumenti più efficaci per interagire con i millennial sono, a sorpresa, le email. Se vuoi approfondire ne abbiamo parlato in questo articolo: I Milllennial preferiscono le email

 

2.Il consiglio degli influencer vale quanto quello di amici fidati

Il passaparola è, da sempre, la forma di pubblicità più efficace in assoluto. Se un tempo si limitava a una cerchia ristretta di conoscenze, oggi, grazie al digital, il passaparola ha un raggio di azione ben più ampio e dinamiche differenti. Amici e parenti sono stati rimpiazzati da figure altrettanto affidabili e attendibili: gli influencer. Qui trovi un articolo dedicato a questo tema: Word of Mouth e influencer: il nuovo marketing del passaparola

Gli influencer sono diventati una grande risorsa per le aziende, che possono trarne vantaggio sia per migliorare la propria brand awareness sia per promuovere prodotti e servizi a un’audience più ampia. Ma attenzione: requisito fondamentale per una campagna di influencer marketing di successo è scegliere l’influencer giusto.

 

3.I millennial amano le community

Si possono creare community in qualsiasi settore. Dal fiorista al panettiere fino al fashion brand, chiunque può creare un gruppo di appassionati di quella nicchia, ciò che conta è conoscere il proprio pubblico.

Quali sono gli interessi e le passioni delle persone? Come comunicano? Quali preoccupazioni hanno? Solo con queste informazioni è possibile coinvolgere la community attivamente e creare un legame con l’azienda e/o il prodotto.

Alla base delle community c’è la condivisione, quindi bisogna evitare di essere autoreferenziali e incoraggiare lo scambio. Se, per esempio, vendi colori acrilici, invita le persone a condividere i propri lavori. Produci fotocamere? Chiedi ai clienti di mandarti i loro scatti. Niente crea un legame più solido della condivisione delle proprie passioni.

 

4. Sono sensibili alle cause

Ultimo, ma non meno importante, i millennial sono molto attenti (più di qualsiasi altra generazione) alle cause per cui combattono i brand. Ambiente, sostenibilità, diritti umani: ciò che conta è prendere posizione e mettere in atto azioni concrete in favore della propria causa.

Perché è così importante? Perché secondo il 52% dei millennial è un valido motivo per comprare. Prima di acquistare, infatti, gli intervistati affermano di fare ricerche sull’impegno sociale e ambientale dei brand a cui sono interessati. Inoltre, 4 millennial su 5 sostengono di essere più propensi ad acquistare da un brand che supporta una causa che sta a cuore anche a loro.

Una combinazione di questi quattro fattori può aiutare la tua azienda a conquistarsi la fedeltà dei millennial. Metti da parte la pubblicità vecchio stile, coinvolgi gli influencer giusti nelle tue campagne di marketing, rafforza il legame con il tuo pubblico grazie alle community e, soprattutto, schierati per ciò in cui credi.

Sono gli aspetti intangibili come questi a fare la differenza.